Images about: #galassia (24060 posts)

There’s never enough trees

2019-10-20 20:27   12 1

 

There’s never enough trees

2019-10-20 18:51   164 3

 
GALASSIA WATEROIL FEATHERS OIL ✨ 
Giochi di luce e sfumature creano divertenti illusioni e colorazioni uniche, impreziosite da preziose piume.
​​​​​​🧚‍♀️🦋👁️✨🍂 ​
​
Lights and shades create fun illusions and unique colors, embellished with precious feathers. ​ #wearetheweirdosmister
​ #saragiunti
​ #bag
​ #galassia
 #wateroils
​​ #fw1920

2019-10-20 13:34   2 0

 

GALASSIA WATEROIL FEATHERS OIL ✨ Giochi di luce e sfumature creano divertenti illusioni e colorazioni uniche, impreziosite da preziose piume. ​​​​​​🧚‍♀️🦋👁️✨🍂 ​ ​ Lights and shades create fun illusions and unique colors, embellished with precious feathers. ​ #wearetheweirdosmister ​ #saragiunti ​ #bag ​ #galassia #wateroils ​​ #fw1920

GALASSIA WATEROIL FEATHERS OIL ✨ 
Giochi di luce e sfumature creano divertenti illusioni e colorazioni uniche, impreziosite da preziose piume.
​​​​​​🧚‍♀️🦋👁️✨🍂 ​
​
Lights and shades create fun illusions and unique colors, embellished with precious feathers. ​ #wearetheweirdosmister
​ #saragiunti
​ #bag
​ #galassia
 #wateroils
​​ #fw1920

2019-10-20 13:34   19 0

 

GALASSIA WATEROIL FEATHERS OIL ✨ Giochi di luce e sfumature creano divertenti illusioni e colorazioni uniche, impreziosite da preziose piume. ​​​​​​🧚‍♀️🦋👁️✨🍂 ​ ​ Lights and shades create fun illusions and unique colors, embellished with precious feathers. ​ #wearetheweirdosmister ​ #saragiunti ​ #bag ​ #galassia #wateroils ​​ #fw1920

Al centro della Via Lattea potrebbe esserci un tunnel spazio-temporale gigantesco anziché il buco nero Sagittarius A* previsto dalle più accreditate teorie astrofisiche. Paragonabile ad una sorta di cancello verso altri settori del nostro o di altri Universi, il cosiddetto wormhole consentirebbe ad un ipotetico viaggiatore di varcare i confini tra scienza e fantascienza come nei film.

Gli astrofisici De-Chang Dai, dell’Università di Yangzhou e Dejan Stojkovic di Buffalo sono gli autori di questa teoria così anomala rispetto al resto della comunità scientifica. Nessuno infatti aveva però osato spingersi così oltre nel teorizzare un fenomeno cosmico frutto di pure ipotesi mai verificate.

Via Lattea: al centro della galassia c’è un tunnel spazio-temporale?

I due scienziati sono invece convinti che potranno dimostrare l’esistenza di un varco dimensionale con prove oggettive entro una decina di anni. Secondo loro il tunnel spazio-temporale al centro della nostra galassia esiste, ma non ci sono i presupposti tecnologici per consentirci di scrutare all’interno del buco nero Sagittarius A*. Dai e Stojkovic intendono monitorare le orbite delle stelle più vicine a Sagittarius A* così da registrare le piccole accelerazioni causate dalla presenza di un eventuale wormhole dietro al buco nero. In più, i due scienziati vogliono confermare la presenza di una stella simile al nostro Sole situata sul lato opposto del tunnel spazio-temporale dietro A*. L’idea dei due scienziati sarebbe diversa dalle teorie del Novecento riguardo al Ponte di Einstein-Rosen, per cui un buco nero è esso stesso un wormhole e dall’altro lato c’è un buco bianco. Perché il tunnel spazio-temporale funzioni, Dai e Stojkovic ritengono che non debba avere alcun orizzonte degli eventi, ma deve essere solo un cancello attraverso cui puoi andare dall’altra parte e tornare indietro.

2019-10-20 13:14   537 36

 

Al centro della Via Lattea potrebbe esserci un tunnel spazio-temporale gigantesco anziché il buco nero Sagittarius A* previsto dalle più accreditate teorie astrofisiche. Paragonabile ad una sorta di cancello verso altri settori del nostro o di altri Universi, il cosiddetto wormhole consentirebbe ad un ipotetico viaggiatore di varcare i confini tra scienza e fantascienza come nei film. Gli astrofisici De-Chang Dai, dell’Università di Yangzhou e Dejan Stojkovic di Buffalo sono gli autori di questa teoria così anomala rispetto al resto della comunità scientifica. Nessuno infatti aveva però osato spingersi così oltre nel teorizzare un fenomeno cosmico frutto di pure ipotesi mai verificate. Via Lattea: al centro della galassia c’è un tunnel spazio-temporale I due scienziati sono invece convinti che potranno dimostrare l’esistenza di un varco dimensionale con prove oggettive entro una decina di anni. Secondo loro il tunnel spazio-temporale al centro della nostra galassia esiste, ma non ci sono i presupposti tecnologici per consentirci di scrutare all’interno del buco nero Sagittarius A*. Dai e Stojkovic intendono monitorare le orbite delle stelle più vicine a Sagittarius A* così da registrare le piccole accelerazioni causate dalla presenza di un eventuale wormhole dietro al buco nero. In più, i due scienziati vogliono confermare la presenza di una stella simile al nostro Sole situata sul lato opposto del tunnel spazio-temporale dietro A*. L’idea dei due scienziati sarebbe diversa dalle teorie del Novecento riguardo al Ponte di Einstein-Rosen, per cui un buco nero è esso stesso un wormhole e dall’altro lato c’è un buco bianco. Perché il tunnel spazio-temporale funzioni, Dai e Stojkovic ritengono che non debba avere alcun orizzonte degli eventi, ma deve essere solo un cancello attraverso cui puoi andare dall’altra parte e tornare indietro.

2019-10-20 09:01   387 1

 
L’inversione dei poli magnetici del pianeta Terra sta avvenendo molto più rapidamente del previsto, lo studio di alcuni scienziati ha infatti confermato che presto potremmo assistere ad un cambiamento avvenuto l’ultima volta milioni di anni fa.

La scoperta, pubblicata qualche giorno fa sulla rivista Earth and Planetary Science Letters, ha fatto letteralmente il giro del mondo in pochissimo tempo. La ricerca condotta dall’Università di Parigi e dal Centro nazionale per la ricerca scientifica ha mostrato come in passato si sia assistito all’inversione dei poli magnetici; il tutto è stato possibile con l’analisi dell’orientamento delle particelle di ematite e magnetite, rimaste intrappolate nelle rocce della Siberia.

Poli magnetici: cosa c’è di verso dietro la teoria dell’inversione “Nel corso degli ultimi 20 milioni di anni“, parla Aldo Winkler uno studioso dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia,“le inversioni sono avvenute ogni centinaio di migliaia di anni, con l’ultima oltre 780’000 anni fa. Le motivazioni per cui avvengono non le conosciamo di preciso, ma possiamo solo dire che sono legate a dinamiche esistenti tra il nucleo esterno e il mantello in periodi di bassa intensità del campo stesso”. Di una cosa siamo certi, l’uomo è sopravvissuto a più di una inversione dei poli, ciò sta a significare che anche se ipoteticamente si dovesse realizzare in tempi relativamente brevi, non porterà all’estinzione di massa. Non ascoltate quindi le teorie che virano verso questa direzione, se la specie umana cesserà di esistere non sarà per colpa del fenomeno discusso nel nostro articolo.

2019-10-19 18:15   466 12

 

L’inversione dei poli magnetici del pianeta Terra sta avvenendo molto più rapidamente del previsto, lo studio di alcuni scienziati ha infatti confermato che presto potremmo assistere ad un cambiamento avvenuto l’ultima volta milioni di anni fa. La scoperta, pubblicata qualche giorno fa sulla rivista Earth and Planetary Science Letters, ha fatto letteralmente il giro del mondo in pochissimo tempo. La ricerca condotta dall’Università di Parigi e dal Centro nazionale per la ricerca scientifica ha mostrato come in passato si sia assistito all’inversione dei poli magnetici; il tutto è stato possibile con l’analisi dell’orientamento delle particelle di ematite e magnetite, rimaste intrappolate nelle rocce della Siberia. Poli magnetici: cosa c’è di verso dietro la teoria dell’inversione “Nel corso degli ultimi 20 milioni di anni“, parla Aldo Winkler uno studioso dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia,“le inversioni sono avvenute ogni centinaio di migliaia di anni, con l’ultima oltre 780’000 anni fa. Le motivazioni per cui avvengono non le conosciamo di preciso, ma possiamo solo dire che sono legate a dinamiche esistenti tra il nucleo esterno e il mantello in periodi di bassa intensità del campo stesso”. Di una cosa siamo certi, l’uomo è sopravvissuto a più di una inversione dei poli, ciò sta a significare che anche se ipoteticamente si dovesse realizzare in tempi relativamente brevi, non porterà all’estinzione di massa. Non ascoltate quindi le teorie che virano verso questa direzione, se la specie umana cesserà di esistere non sarà per colpa del fenomeno discusso nel nostro articolo.

Небольшая  #техническая5минутка" - уникальный парк вязальных машин фабрики #galassia. В 1965 году первые свитера выполнялись на механических станках "ручной тяги" потом "пересели" на знаменитые #bently cottons тоже механика но уже с электрическим приводом, последнее пополнение элетронные программирумые  #stoll которые творят настоящие чудеса #жаккард. Все на ходу! Это не музей) @pashmere_it #fashionbuyer #информбюро #вестисполей #modadonna #modauomo #knitwear #трикотаж #мягкийлюкс

2019-10-19 17:31   20 0

 

Небольшая #техническая5минутка" - уникальный парк вязальных машин фабрики #galassia. В 1965 году первые свитера выполнялись на механических станках "ручной тяги" потом "пересели" на знаменитые #bently cottons тоже механика но уже с электрическим приводом, последнее пополнение элетронные программирумые #stoll которые творят настоящие чудеса #жаккард. Все на ходу! Это не музей) @pashmere_it #fashionbuyer #информбюро #вестисполей #modadonna #modauomo #knitwear #трикотаж #мягкийлюкс

L'assenza della forza di gravità uccide le cellule tumorali. Bastano 24 ore di microgravità per farne morire tra l'80 e il 90%. E' quanto ha scoperto un team di ricercatori australiani che ora utilizzerà le missioni spaziali come laboratorio per capire i meccanismi che inducono la morte di queste cellule, per studiare nuove cure o migliorare l'efficacia di quelle già esistenti. Joshua Chou dell'Università di Tecnologia di Sydney e il suo assistente Anthony Kirollos sistemeranno, infatti, diversi tipi di cellule tumorali, fra le più difficili da sopprimere, in un congegno di piccole dimensioni che sarà mandato in orbita alla Stazione Spaziale Internazionale, nella prima missione australiana di ricerca spaziale.

Il progetto ha preso corpo quando Chou e i suoi collaboratori hanno osservato che il simulatore di microgravità del loro laboratorio, che riproduce l'ambiente spaziale riducendo la gravità, aveva un potente effetto su queste cellule. "Abbiamo condotto dei test su quattro differenti tipi di cancro, alle ovaie, al seno, al naso e ai polmoni, e abbiamo trovato che in 24 ore di microgravità, l'80-90% delle cellule moriva senza alcun trattamento farmaceutico", ha spiegato Chou alla radio nazionale Abc.

L'ipotesi è che la gravità ridotta uccida le cellule del tumore perché impedisce loro di comunicare. "Nello spazio le cellule del corpo cominciano a subire la condizione detta uploading meccanico", spiega lo studioso. "L'assenza di gravità ha effetto su come le cellule si muovono e agiscono e compromette la loro capacità di sopravvivenza". "Non contiamo certo di trovare una cura definitiva - ha concluso - ma si potrà lavorare in parallelo con le terapie esistenti e migliorarne l'efficacia".

2019-10-19 13:06   953 23

 

L'assenza della forza di gravità uccide le cellule tumorali. Bastano 24 ore di microgravità per farne morire tra l'80 e il 90%. E' quanto ha scoperto un team di ricercatori australiani che ora utilizzerà le missioni spaziali come laboratorio per capire i meccanismi che inducono la morte di queste cellule, per studiare nuove cure o migliorare l'efficacia di quelle già esistenti. Joshua Chou dell'Università di Tecnologia di Sydney e il suo assistente Anthony Kirollos sistemeranno, infatti, diversi tipi di cellule tumorali, fra le più difficili da sopprimere, in un congegno di piccole dimensioni che sarà mandato in orbita alla Stazione Spaziale Internazionale, nella prima missione australiana di ricerca spaziale. Il progetto ha preso corpo quando Chou e i suoi collaboratori hanno osservato che il simulatore di microgravità del loro laboratorio, che riproduce l'ambiente spaziale riducendo la gravità, aveva un potente effetto su queste cellule. "Abbiamo condotto dei test su quattro differenti tipi di cancro, alle ovaie, al seno, al naso e ai polmoni, e abbiamo trovato che in 24 ore di microgravità, l'80-90% delle cellule moriva senza alcun trattamento farmaceutico", ha spiegato Chou alla radio nazionale Abc. L'ipotesi è che la gravità ridotta uccida le cellule del tumore perché impedisce loro di comunicare. "Nello spazio le cellule del corpo cominciano a subire la condizione detta uploading meccanico", spiega lo studioso. "L'assenza di gravità ha effetto su come le cellule si muovono e agiscono e compromette la loro capacità di sopravvivenza". "Non contiamo certo di trovare una cura definitiva - ha concluso - ma si potrà lavorare in parallelo con le terapie esistenti e migliorarne l'efficacia".

Seconda vittoria su tre partite per i nostri ragazzi! La strada è quella giusta e sabato ci aspettano gli Dei dell’Olimpo del Futsal!
Comunque no signori, non è un bug di sistema e non mi si è incantata la tastiera! Giovedì sera è nata una nuova coppia del gol..un po’ come @andriyshevchenko - @pippoinzaghi ... @christianvieri - @ronaldo ... @trezeguetofficial - @alessandrodelpiero ...Pippo e Franco...Cip & Ciop e Qui Quo Qua! 
I cugini del gol trovano la porta avversaria con la stessa facilità con cui @roccosiffredi_official trova lavoro nella pornografia! 
Uno fa 4 gol alla prima sua partita...l’altro ne fa 3 per non perdere il vizio!
Scusateci, se è porno lo togliamo 😍
 #gofutsal #santonio #goleador #10centsalbar #trepunti #campionato #7èmegliodi6 #4èmegliodi3 #3èmegliodi2 #csi #brescia #italia #europa #pianetaterra #sistemasolare #galassia #spazio #pomodori #fustella #barbagianni

2019-10-19 09:14   17 1

 

Seconda vittoria su tre partite per i nostri ragazzi! La strada è quella giusta e sabato ci aspettano gli Dei dell’Olimpo del Futsal! Comunque no signori, non è un bug di sistema e non mi si è incantata la tastiera! Giovedì sera è nata una nuova coppia del gol..un po’ come @andriyshevchenko - @pippoinzaghi ... @christianvieri - @ronaldo ... @trezeguetofficial - @alessandrodelpiero ...Pippo e Franco...Cip & Ciop e Qui Quo Qua! I cugini del gol trovano la porta avversaria con la stessa facilità con cui @roccosiffredi_official trova lavoro nella pornografia! Uno fa 4 gol alla prima sua partita...l’altro ne fa 3 per non perdere il vizio! Scusateci, se è porno lo togliamo 😍 #gofutsal #santonio #goleador #10centsalbar #trepunti #campionato #7èmegliodi6 #4èmegliodi3 #3èmegliodi2 #csi #brescia #italia #europa #pianetaterra #sistemasolare #galassia #spazio #pomodori #fustella #barbagianni

Tra la notte internazionale per l’osservazione della Luna e sfilate di pianeti nel cielo autunnale del mese, astronomicamente parlando ottobre ha ancora in serbo appuntamenti speciali tutti gli appassionati. Tornano infatti in questi giorni le Orionidi, lo sciame meteorico che avrà il proprio picco nella giornata del 22 ottobre.

In realtà, spiegano dall’Unione astrofili italiani (Uai), le Orionidi non presentano un unico picco, ma più picchi a causa della distribuzione variabile delle meteore, sparsi nelle giornate che vanno dal 18 al 23 ottobre. Giornate che, almeno sulla carta e senza considerare le condizioni meteo locali, saranno propizie per l’osservazione delle meteore, con la Luna all’ultimo quarto il 21 del mese.

Per l’osservazione la prima parte della notte e fino alle prime ore del mattino, ricordano gli esperti, sarà quella più utile per evitare il disturbo della luce lunare. Ma non solo. “Nelle prime ore dopo il tramonto Orione (la costellazione da cui sembrano originarsi, nda) non è ancora sorto, ma si trova ancora sotto l’orizzonte – ha detto all’Ansa Paolo Volpini, dell’Unione astrofili italiani (Uai) – Bisogna, quindi, aspettare la seconda parte della notte per vedere crescere il numero di meteore dello sciame”. Le Orionidi sono meteore – frammenti di cometa che brillano bruciando a contatto con l’atmosfera – particolarmente famose. Lo sono soprattutto in virtù del fatto che famoso è l’oggetto da cui originano, la cometa di Halley,  studiata da Edmond Halley, che ne intuì la periodicità, visibile ogni 76 anni circa nei nostri cieli.

2019-10-19 09:09   231 1

 

Tra la notte internazionale per l’osservazione della Luna e sfilate di pianeti nel cielo autunnale del mese, astronomicamente parlando ottobre ha ancora in serbo appuntamenti speciali tutti gli appassionati. Tornano infatti in questi giorni le Orionidi, lo sciame meteorico che avrà il proprio picco nella giornata del 22 ottobre. In realtà, spiegano dall’Unione astrofili italiani (Uai), le Orionidi non presentano un unico picco, ma più picchi a causa della distribuzione variabile delle meteore, sparsi nelle giornate che vanno dal 18 al 23 ottobre. Giornate che, almeno sulla carta e senza considerare le condizioni meteo locali, saranno propizie per l’osservazione delle meteore, con la Luna all’ultimo quarto il 21 del mese. Per l’osservazione la prima parte della notte e fino alle prime ore del mattino, ricordano gli esperti, sarà quella più utile per evitare il disturbo della luce lunare. Ma non solo. “Nelle prime ore dopo il tramonto Orione (la costellazione da cui sembrano originarsi, nda) non è ancora sorto, ma si trova ancora sotto l’orizzonte – ha detto all’Ansa Paolo Volpini, dell’Unione astrofili italiani (Uai) – Bisogna, quindi, aspettare la seconda parte della notte per vedere crescere il numero di meteore dello sciame”. Le Orionidi sono meteore – frammenti di cometa che brillano bruciando a contatto con l’atmosfera – particolarmente famose. Lo sono soprattutto in virtù del fatto che famoso è l’oggetto da cui originano, la cometa di Halley,  studiata da Edmond Halley, che ne intuì la periodicità, visibile ogni 76 anni circa nei nostri cieli.

La NASA festeggia la passeggiata nello spazio di #ChristinaKoch 👩‍🚀 e #JessicaMeir ‍. E' la prima volta che nello spazio si avventurano due donne, uscite insieme per un intervento all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale ( #ISS). Oggi #Koch e #Meir sono uscite alle 11.38 per trascorrere diverse ore (dalle 5 alle 6,5) aggiustando l'unità di ricarica delle batterie che si è guastata lo scorso fine settimana. Un'operazione in orbita non è mai banale, ma a rendere ancora più speciale la passeggiata spaziale di oggi è stata la stessa NASA che l'ha definita " #HERstory", lasciando che gli altri quattro membri dell'equipaggio restassero a guardare dalla Iss (con il nostro Luca Parmitano capitano della ISS).
Nota storica: la prima donna a volare nello spazio è stata la cosmonauta sovietica #ValentinaTereskova, che nel giugno 1963 ha effettuato 49 orbite terrestri nel corso di quasi tre giorni di missione.
Ely 💋 
 #Terra 🌍 
 #cosmo 
 #stars 
 #telescopi 
 #univers 
 #galassia 
 #satellite 
 #osservazioni 
 #Nasa 🚀 
 #esa #astronauti #astronaut 
 #hubble #spazio 
@astronomia_love Ely 💋 
 #Good morning

2019-10-19 07:05   208 2

 

La NASA festeggia la passeggiata nello spazio di #ChristinaKoch 👩‍🚀 e #JessicaMeir ‍. E' la prima volta che nello spazio si avventurano due donne, uscite insieme per un intervento all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale ( #ISS). Oggi #Koch e #Meir sono uscite alle 11.38 per trascorrere diverse ore (dalle 5 alle 6,5) aggiustando l'unità di ricarica delle batterie che si è guastata lo scorso fine settimana. Un'operazione in orbita non è mai banale, ma a rendere ancora più speciale la passeggiata spaziale di oggi è stata la stessa NASA che l'ha definita " #HERstory", lasciando che gli altri quattro membri dell'equipaggio restassero a guardare dalla Iss (con il nostro Luca Parmitano capitano della ISS). Nota storica: la prima donna a volare nello spazio è stata la cosmonauta sovietica #ValentinaTereskova, che nel giugno 1963 ha effettuato 49 orbite terrestri nel corso di quasi tre giorni di missione. Ely 💋 #Terra 🌍 #cosmo #stars #telescopi #univers #galassia #satellite #osservazioni #Nasa 🚀 #esa #astronauti #astronaut #hubble #spazio @astronomia_love Ely 💋 #Good morning

SPAGHETTI PER CENA? 
Quella che state osservando in questo momento è una vera e propria sfida per gli astrofili! Si chiama simeis 147 ed è un resto di supernova! Si pensa che quest' ultima sia esplosa a circa 4800 anni luce dal Sole e la nebulosa restante presenta filamenti molto densi nel lato sud orientale mentre nel lato occidentale si presenta più rarefatta. Ma occhio! Non è osservabile con un piccolo telescopio e non è facile individuare la sua posizione nel cielo. 
Photo by NASA/ Hubble

 #space #astro #scienza #scienze #nebula #star #stars #stelle #gas #spacelover #studyspace #sazioprofondo #nasa #hubble  #universe #universo #nebulosa #stelle #pianeti  #spaziale #astronomia #astronomy #galassia #costellazione  #telescopio #hubbletelescope  #osservatorio #galaxy #vuoto  #cosmo

2019-10-18 21:39   9 0

 

SPAGHETTI PER CENA Quella che state osservando in questo momento è una vera e propria sfida per gli astrofili! Si chiama simeis 147 ed è un resto di supernova! Si pensa che quest' ultima sia esplosa a circa 4800 anni luce dal Sole e la nebulosa restante presenta filamenti molto densi nel lato sud orientale mentre nel lato occidentale si presenta più rarefatta. Ma occhio! Non è osservabile con un piccolo telescopio e non è facile individuare la sua posizione nel cielo. Photo by NASA/ Hubble #space #astro #scienza #scienze #nebula #star #stars #stelle #gas #spacelover #studyspace #sazioprofondo #nasa #hubble #universe #universo #nebulosa #stelle #pianeti #spaziale #astronomia #astronomy #galassia #costellazione #telescopio #hubbletelescope #osservatorio #galaxy #vuoto #cosmo

2019-10-18 18:06   394 1